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Davide Cocozza
Davide Cocozza·21 luglio 2026

Make vs Zapier quale scegliere per la tua PMI nel 2026

Make vs Zapier quale scegliere per la tua PMI nel 2026

Make vs Zapier quale scegliere per la tua PMI nel 2026

TL;DR

Per le PMI italiane, Make è la scelta strategica per workflow complessi e ad alto volume, grazie a un costo per operazione fino a 5 volte inferiore, un'interfaccia visuale flessibile e server in UE conformi al GDPR. Zapier eccelle per semplicità immediata e un ecosistema di oltre 7.000 app, ideale per automazioni lineari e veloci, ma a un costo superiore e con data center basati negli USA.

Perché l'automazione No-Code è cruciale per le PMI

L'automazione dei processi non è più un lusso per grandi aziende. Per le piccole e medie imprese italiane, è una leva di sopravvivenza e crescita. Strumenti No-Code come Make e Zapier permettono di connettere applicazioni software e automatizzare task ripetitivi senza scrivere una riga di codice. Il risultato è un aumento diretto dell'efficienza operativa.

Il mercato globale dell'automazione dei processi (iPaaS) sta crescendo rapidamente, con una previsione di superare i 25 miliardi di dollari entro il 2028. Questa crescita è guidata proprio dalle PMI che cercano di fare di più con meno risorse.

10-20 ore
Risparmio medio settimanale per team
7.000+
App integrate da Zapier
5x più economico
Costo per operazione di Make (stimato)
2.2M+
Aziende utenti di Zapier nel mondo

Adottare la giusta piattaforma significa liberare il team da compiti manuali come il data entry, la gestione dei lead o la reportistica, permettendo di concentrarsi su attività a maggior valore. La scelta tra i due leader di mercato, Make e Zapier, dipende però da fattori specifici: budget, complessità dei processi e requisiti di conformità normativa.

Quali sono le differenze chiave tra Make e Zapier

Make (ex Integromat) e Zapier risolvono lo stesso problema fondamentale, ma con filosofie e modelli di business molto diversi. Zapier punta sulla semplicità e sulla vastità del suo catalogo di app. Make privilegia la flessibilità, il controllo granulare e l'efficienza dei costi.

La tabella seguente riassume le differenze principali.

CaratteristicaMake (ex Integromat)Zapier
Modello di PrezzoBasato su 'Operazioni' (più granulare)Basato su 'Task' (più semplice)
Costo per VolumeMolto competitivo, scala benePiù costoso, soprattutto per alti volumi
InterfacciaVisuale a canvas (diagramma di flusso)Lineare, step-by-step
Logica ComplessaNativa (Router, Iterator, error handling)Limitata ai piani superiori ('Paths')
Data Residency (GDPR)UE (Praga, Repubblica Ceca) di defaultUSA (con EU-US Data Privacy Framework)
N. Integrazioni Native~1.800+Oltre 7.000
Curva di ApprendimentoMedia, richiede pensiero logicoBassa, molto intuitivo per iniziare
Piano Gratuito1.000 operazioni/mese100 task/mese (solo single-step)
📝La differenza critica: Operazioni vs. Task

Capire questa distinzione è fondamentale per confrontare i prezzi. Un "Task" di Zapier è l'intera esecuzione di un workflow ("Zap"), indipendentemente da quanti passaggi contiene. Un'"Operazione" di Make è ogni singolo modulo eseguito all'interno di un workflow ("Scenario").



Esempio: Un'automazione che legge 10 nuovi ordini da Shopify e per ognuno crea un contatto in HubSpot e una riga in Google Sheets, per Zapier sono 10 Task. Per Make sono 10 (trigger) + 10 (HubSpot) + 10 (Sheets) = 30 Operazioni. A prima vista sembra svantaggioso per Make, ma il costo per singola operazione è drasticamente più basso, rendendolo più economico al crescere del volume e della complessità.

Questa differenza strutturale impatta tutto, dalla costruzione del workflow al costo mensile. Make offre una libertà quasi illimitata nel disegnare flussi con ramificazioni, cicli e gestione degli errori, simile a un linguaggio di programmazione visuale. Zapier guida l'utente in un percorso lineare, perfetto per automazioni dirette come "se succede A, allora fai B".

Perché il fattore GDPR è decisivo per le aziende italiane

Per una PMI che tratta dati di clienti europei, la conformità al GDPR non è un'opzione. La localizzazione dei dati è un aspetto centrale.

  • Make, con la sua società madre Celonis basata in Europa e data center nell'UE, offre una soluzione nativamente allineata ai principi del GDPR. I dati dei clienti vengono processati di default all'interno dello Spazio Economico Europeo, semplificando le valutazioni di impatto sulla protezione dei dati (DPIA).
  • Zapier ha sede negli Stati Uniti. Sebbene aderisca all'EU-US Data Privacy Framework, che facilita il trasferimento dei dati, le linee guida dell'EDPB (European Data Protection Board) raccomandano comunque un'attenta valutazione dei rischi associati al trasferimento di dati personali extra-UE.

Per le aziende che trattano dati personali di cittadini europei, scegliere una piattaforma di automazione con data residency nell'UE non è solo una best practice — è sempre più una necessità per essere conformi al GDPR senza affrontare complesse valutazioni di trasferimento internazionale.

Principio ricorrente nella consulenza GDPR
Sintesi linee guida EDPB

Questo non significa che usare Zapier sia illegale, ma richiede un onere di documentazione e valutazione della conformità maggiore per la PMI. Con Make, questo onere è significativamente ridotto.

📝Case Study: Automazione CRM conforme al GDPR

Implementare automazioni sicure è fondamentale. Ad esempio, nel nostro lavoro con aziende clienti, garantiamo che i flussi di dati tra sito web, CRM e sistemi di fatturazione siano non solo efficienti ma anche pienamente conformi alle normative. Un esempio è come abbiamo strutturato l'automazione del CRM per una PMI, scegliendo strumenti che rispettassero i requisiti di data residency.

Limiti e svantaggi da considerare

Nessuna piattaforma è perfetta. La scelta dipende dai compromessi che si è disposti ad accettare.

Limiti di Make

La sua maggiore flessibilità si traduce in una curva di apprendimento più ripida. L'interfaccia a canvas, sebbene potente, può risultare intimidatoria per chi è alle prime armi. Secondo analisi delle community, il tempo per creare il primo workflow funzionante può essere doppio rispetto a Zapier. Inoltre, il numero di integrazioni native è inferiore, richiedendo a volte l'uso di chiamate HTTP/API generiche per connettere app di nicchia.

Limiti di Zapier

Il principale svantaggio è il costo. I piani di Zapier scalano rapidamente di prezzo con l'aumentare dei task e della complessità. Funzionalità essenziali per logiche non banali, come i "Paths" (if/else), sono disponibili solo a partire dai piani a pagamento più alti. Questo può portare una PMI a pagare cifre importanti per automazioni che su Make sarebbero gestibili con piani molto più economici. La gestione degli errori è inoltre meno granulare.

Un altro fattore da non sottovalutare è la frequenza di esecuzione. I piani base di Zapier eseguono i controlli (polling) ogni 15 minuti, mentre Make permette intervalli molto più brevi, fino al minuto, già nei suoi piani a pagamento entry-level. Per processi che richiedono una reazione quasi in tempo reale (es. gestione lead a caldo), questa differenza è critica.

Come scegliere lo strumento giusto per la tua PMI

La decisione finale si basa su un'analisi onesta delle proprie necessità attuali e future. Usa questa checklist per orientarti.

  • Scegli Make se: hai bisogno di gestire workflow complessi con logiche condizionali, cicli e gestione avanzata degli errori. Il tuo volume di operazioni è medio-alto e vuoi un costo prevedibile e scalabile. La conformità GDPR e la data residency in UE sono una priorità assoluta. Il tuo team ha una mentalità logica e non teme una curva di apprendimento leggermente superiore.
  • Scegli Zapier se: la tua priorità è la velocità di implementazione e la massima semplicità. Le tue automazioni sono per lo più lineari e coinvolgono app di nicchia che trovi solo nel suo vasto catalogo. Il budget è meno vincolante e il volume di task non è ancora elevato. Hai bisogno di una soluzione che chiunque in azienda possa usare con minimo training.
  • Valuta il piano gratuito di entrambi: prima di decidere, sperimenta. Il piano gratuito di Make è molto più generoso (1.000 operazioni) e permette di testare scenari complessi. Quello di Zapier (100 task) è utile per capire l'interfaccia ma limitato a Zap a singolo step, non mostrando la vera potenza della piattaforma.

In sintesi, non esiste un vincitore assoluto. Esiste la scelta giusta per il tuo specifico caso d'uso. Partire con Zapier per la sua semplicità è comune, ma molte PMI si trovano a dover migrare a Make quando i costi e la complessità dei processi crescono. Pianificare questa evoluzione fin dall'inizio può far risparmiare tempo e risorse, come quelle necessarie per l'automazione dei preventivi o l'outreach B2B.

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Domande Frequenti

Sì, la migrazione è possibile ma non è automatica. Poiché le due piattaforme hanno architetture diverse, è necessario ricostruire manualmente ogni workflow (Zap) come uno scenario in Make. Sebbene richieda un investimento di tempo iniziale, molte aziende lo fanno per ridurre i costi operativi e aumentare la flessibilità. Datazen offre servizi di consulenza e migrazione per supportare le PMI in questa transizione.

Il piano gratuito di Make è significativamente più generoso. Offre 1.000 operazioni al mese e la possibilità di creare scenari complessi con più passaggi. Il piano gratuito di Zapier è limitato a 100 task al mese e permette di creare solo "Zap" a singolo step (un trigger e una sola azione), rendendolo utile solo per automazioni molto basilari. Per una startup o PMI che vuole testare a fondo il potenziale dell'automazione, il free tier di Make offre molto più valore.

Entrambe le piattaforme investono pesantemente in sicurezza, con certificazioni come SOC 2. Sono considerate sicure per la gestione di dati aziendali. La differenza principale, come discusso, risiede nella conformità normativa legata alla localizzazione dei dati. Per dati personali di cittadini UE, Make ha un vantaggio strutturale grazie ai suoi server europei. In ogni caso, si raccomanda di non processare dati estremamente sensibili (es. sanitari) senza un'approfondita valutazione legale.

Assolutamente no. Entrambi sono strumenti "No-Code", progettati per utenti business. Zapier è estremamente semplice e guidato. Make richiede un approccio più logico e strutturato, simile alla costruzione di un diagramma di flusso, ma non richiede alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione. La possibilità di usare moduli HTTP/API in Make è un'opzione per utenti avanzati, non un requisito.

Sì, la principale alternativa open-source e self-hostabile è n8n. Simile a Make per la sua interfaccia a nodi, n8n offre un controllo totale sui dati perché può essere installato sui propri server. Ha una forte adozione in ambienti tecnici e attenti alla privacy, ma richiede competenze di gestione sistemistica. Per le PMI che cercano una soluzione completamente gestita, Make rimane l'opzione europea più matura e accessibile. Puoi scoprire altre guide e confronti sul nostro blog.

Questo articolo è stato realizzato con l'assistenza dell'intelligenza artificiale.